Organizzazione del servizio idrico: proposta di modifica alle leggi regionali da parte della Lega

Il sindaco, Mario, Bruno

Il sindaco, Mario, Bruno

Proposta modifica legge in Consiglio. Lega: “Il rispetto delle peculiarità territoriali passa anche dagli Enti pubblici”.


Il rispetto delle capillari necessità territoriali e la presa in esame delle rispettive peculiarità sono dei capisaldi imprescindibili nel nostro ideale di buona gestione della cosa pubblica. In coerenza con questo principio abbiamo depositato, come gruppo consiliare Lega, una proposta di modifica della Legge Regionale 04.02.2015 (Istituzione dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna) e modifiche ed integrazioni alla Legge Regionale n.19 del 2006 all’art. 7 bis comma 2 (Esercizio del controllo analogo. Commissione per il controllo analogo) entrambe inerenti disposizioni in materia di organizzazione del servizio idrico“.

Apre così la sua nota stampa l’On.le Dario Giagoni, atta a spiegare la proposta di modifica legge portata avanti dal gruppo Lega di cui lo stesso ricopre il ruolo di capogruppo: “Allo stato attuale, la sopraccitata legge, prevede l’elezione di un componente della Commissione, ossia l’organo deputato all’esercizio del controllo, un componente eletto tra i sindaci dei Comuni con popolazione uguale o superiore ai 10.000 abitanti, un componente eletto tra i sindaci con popolazione uguale o superiore a 3.000 abitanti ma inferiore a 10.000 ed infine un componente eletto tra i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti. Una situazione che spesso lascia intere aeree geografiche totalmente prive di concrete e solide rappresentanze in grado di riportare le esigenze e i disagi registrati dai comuni. Una situazione che va a discapito non solo dell’indispensabile buon funzionamento dell’approvvigionamento idrico ma anche a discapito di un sempre crescente malcontento da parte della popolazione nei confronti dell’ente pubblico preposto ad assolvere tale ruolo, ABBANOA“.

Prosegue il consigliere: “La nostra proposta è quella di estendere la rappresentatività dei componenti della commissione, per ciascuna fascia di popolazione andando a prevedere un componente per ognuna delle quattro province site sul territorio regionale. Avremmo così una commissione composta da dodici membri eletti tra i sindaci appartenenti alle summenzionate categorie per ciascuna delle province, un componente eletto tra i sindaci dei comuni capoluogo di provincia e della città metropolitana più un quattordicesimo componente nominato direttamente dalla Regione. Una metodologia preposta ad accogliere le istanze e le richieste che spesso sono cadute inascoltate ad opera non solo dei singoli cittadini ma anche degli amministratori locali che, vedendosi spesso ben lontani dalla rappresentanza che avrebbe dovuto accogliere le richieste, desisteva o doveva rassegnarsi a munirsi di tempo e pazienza a spese quasi sempre della popolazione“. Conclude l’esponente leghista.

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