Time in Jazz: ecco il programma dettagliato di oggi e domani

Si annuncia una giornata particolarmente intensa quella di oggi al festival Time in Jazz edizione numero trenta, in pieno svolgimento da martedì scorso fino a mercoledì 16 tra Berchidda e gli altri quattordici centri del nord Sardegna che fanno parte quest’anno del suo circuito.La musica prende il via, come sempre, a metà mattina: alle 11 tappa a Olbia, nella chiesa di San Paolo, per riascoltare Tomasz Stanko e David Virelles, stavolta in duo, dopo il concerto che la sera prima li avrà visti in azione a Berchidda con il New York Quartet intestato al trombettista polacco. Sulle scene fin dagli anni Cinquanta, Tomasz Stanko è una figura di primo piano della scena jazzistica internazionale, apprezzato da pubblico e critica per la sua inconfondibile voce strumentale, le sue improvvisazioni intensamente liriche e i suoi temi appassionati. Nel corso della sua carriera, il settantacinquenne trombettista ha pubblicato trentasette album come leader e composto musica per numerosi film e produzioni teatrali. Ampiamente riconosciuto come uno dei pianisti più originali al giorno d’oggi, il cubano David Virelles, classe 1983, ha assorbito il carattere di melting-pot di New York nel suo stile, che presenta riferimenti ai ritmi cubani con lezioni apprese da Muhal Richard Abrams, o allude ai primi artisti che hanno influito su di lui, tra cui Andrew Hill e Bud Powell. Ha già all’attivo due album per l’ECM come leader, Mbókò e Antenna, e un terzo in cantiere. È anche membro del nuovo quartetto di Chris Potter e compare nel suo nuovo album The Dreamer Is The Dream.

Nel tardo pomeriggio, alle 18, il festival si sposta a L’Agnata, la tenuta vicino a Tempio Pausania che fu uno dei principali luoghi di ritiro di Fabrizio De André e che ha ospitato momenti memorabili di sette edizioni di Time in Jazz. E sarà un evento decisamente in tema a sancire questo ritorno, proposto in collaborazione con la Fondazione De André: “Le Rondini e la Nina”, questo il titolo, è infatti un omaggio musicale tra jazz e canzone d’autore a Fabrizio De André e a un altro grande cantautore scomparso, Lucio Dalla, attraverso una rilettura originale dei loro repertori. Un progetto nato proprio a Berchidda, nel giugno di cinque anni fa (con il titolo “Laber per Lucio e Faber”), e poi ripreso in qualche altra occasione (come lo scorso dicembre a Orvieto per Umbria Jazz Winter), che vede insieme Gaetano Curreri e Fabrizio Foschini, rispettivamente voce storica e pianista degli Stadio (band “pop-rock d’autore” per auto-definizione), con Paolo Fresu (tromba e flicorno) e Raffaele Casarano (sax) uno dei più promettenti astri del nuovo jazz italiano.
Ma “Le rondini e la Nina” è più di un semplice concerto: è un tributo a due uomini e artisti, Lucio Dalla e Fabrizio De André, che, pur provenendo da contesti differenti, hanno toccato le stesse corde dell’anima, portando con la musica, la poesia e la loro stessa vita, messaggi universali spesso “scomodi”, con una grande capacità di osservazione e apertura al nuovo, come sottolinea Gaetano Curreri: “[…]Non sarà solo una contaminazione tra jazz ed esperienza cantautorale, ma si proseguirà un percorso in cui i vari linguaggi e generi dell’arte trovino nuove direzioni di sperimentazione, creazione e ricerca, ecco sarà proprio cosi, anzi… sarà vera Improvvisazione, come sarebbe piaciuto a Lucio e a Faber…”.
Il riconoscimento di Curreri come uno dei più autorevoli cantautori italiani (sua la firma di molti grandi successi musicali degli ultimi trent’anni, da Vasco Rossi a Patty Pravo) e il suo stretto rapporto umano e artistico con Lucio Dalla, iniziato nel 1979 con la partecipazione al celebre tour Banana Republic di Dalla e De Gregori, ne fanno l’interprete perfetto per questo tributo alla musica d’autore e al genio di questi grandi artisti.
Lucio e Faber sono anche stati portatori di una serie di valori umani e artistici di cui, pur non avendoli conosciuti personalmente, si sente permeato anche Paolo Fresu: “la canzone di De André è sempre di più la canzone di tutti noi e travalica il senso generazionale. Perché è in grado di parlare a tutti e arriva dritta alla mente e al cuore […] e c’è un parallelismo tra la sua figura e quell’altra amatissima di Lucio Dalla […] perché anche le canzoni di Dalla hanno dato parola agli umili e ai perdenti […]. Parafrasando ancora De André, se ‘dal letame nascono i fiori’ una semplice canzone potrà suggerirci una via luminosa in questo momento buio e Gaetano Curreri, estimatore di Fabrizio e vicino a Lucio più di chiunque altro, lo saprà fare come solo lui sa: con la leggerezza di chi volerà alto sul nostro immaginario, per molto tempo. Voleranno le rondini dunque. Quelle di Lucio con la Nina di Faber”.

Per motivi di sicurezza, come già annunciato, l’evento a L’Agnata sarà a numero chiuso. L’organizzazione invita pertanto il pubblico a munirsi di biglietto di accesso, che si può riservare e ritirare gratuitamente alla biglietteria del festival a Berchidda oppure su Vivaticket (www.vivaticket.com) fino a esaurimento posti. Senza biglietto di accesso non sarà possibile partecipare all’evento. Il check-in del pubblico munito di biglietto avverrà a partire dalle ore 15 presso la zona industriale di Tempio (Lotto A30), e solo successivamente si potrà procedere verso l’ingresso della strada che porta a L’Agnata (bivio San Bachisio sulla strada statale 392). L’accesso sarà consentito a un numero limitato di auto: per questo è consigliato a tutti di arrivare al check–in con almeno tre persone a bordo.

Informazioni e aggiornamenti al numero 31; sul sito www.timeinjazz.com e sulle pagine social.

Altri suoni e atmosfere attendono il pubblico al rientro a Berchidda con la consueta parata per le vie del paese degli Huntertones con le loro sonorità funk, jazz e rhythm & blues a precedere il doppio concerto serale in programma sul “Palco centrale” del festival, in .

Il primo set, alle ore 21.30, propone le atmosfere elettrizzanti del Pipon Garcia Trio, progetto d’avanguardia in arrivo dalla Francia, frutto dell’incontro di musicisti provenienti dalle scene jazz, hip-hop e electro, che mette in comunicazione universi sonori differenti, giocando con le convenzioni e riferimenti alla musica dagli anni Sessanta a oggi. Al timone del trio Philippe “Pipon” Garcia, figura emblematica della sperimentazione e batterista di grande esperienza, che torna a calcare le scene di Berchidda dopo otto anni dalla sua esibizione con il duo “electro-drum’n’jazz” Cosmik Connection, questa volta con un nuovo progetto di fusione all’insegna della sperimentazione estrema e dell’improvvisazione, in cui lo affiancano il cantante senegalese Sir Jean e il contrabbassista Thibaud Soulas.
L’eclettico Philippe Garcia ha trascorso sei anni in Turchia nei ranghi dell’Orchestra Sinfonica di Istanbul, ha collaborato con Don Cherry, Barre Philips, e accompagnato anche alcune coreografie di Carolin Carlson e Carine Wener. Nel 1994 è stato tra i fondatori del Collectif MU con il sassofonista Gaël Horellou, col quale ha poi dato vita, nel 1997, alla Cosmik Connection, con cui ha realizzato tre album, collaborando parallelamente con Erik Truffaz, Michel Benita, Laurent de Wilde, sviluppando inoltre un progetto dal vivo sotto il nome di Kpt’n Planet.
Artista poliedrico, non stupisce che Thibaud Soulas abbia messo il suo contrabbasso al servizio di questo progetto; cantante, trombettista e tanto altro ancora, si è dedicato alla totale sperimentazione dei più diversi generi musicali, spaziando dal jazz delle radici a quello più moderno, dal fado alla musica gnawa, dalla classica al sound painting. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Enrico Rava, Gary Bartz, Stephane Belmondo, Bruno Ruder e Vincent Le Quang, quella con il pianista bulgaro Mario Stanchev e le incursioni nella musica africana con l’Imperial Quartet del Mali o afro-cubana con il trio “Belem”.
Nato a Dakar, Sir Jean ha iniziato a suonare reggae – zouk a 17 anni con la band The Messengers, trasferendosi poi a studiare in Francia nel 1991, e entrando nei Crazy Skankers, band a base di reggae, ska e rocksteady. Per otto anni entra nei ranghi del gruppo cult Meï Teï Sho, lasciando spazio anche a numerose altre collaborazioni come quelle con Le peuple de L’Herbe, Zenzile, JMPZ, Ezekiel, Grosso Gadgetto, Simeo, e prendendo parte all’album “African Legacy” del collettivo hip hop Dokhandeme. Voce unica e riconoscibile, apprezzato in tutta la Francia, grazie anche ai suoi testi impegnati, Sir Jean è forse la figura più emblematica della scena meticciata di Lione.

Come già annunciato, Enrico Rava, che da programma avrebbe dovuto suonare nel secondo set della serata di lunedì 14 con il suo gruppo Tribe, non potrà partecipare al festival per motivi di salute. In alternativa, a salire sul palco di piazza del popolo sarà dunque l’enfant du pays Paolo Fresu, ideatore e direttore artistico di Time in Jazz, alla testa del suo quintetto “storico”, la stessa formazione ad aver acceso la scintilla del festival nel 1988: Tino Tracanna ai sassofoni tenore e soprano, Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Ettore Fioravanti alla batteria, oltre allo stesso Fresu, naturalmente, alla tromba e al flicorno. Ospiti d’eccezione, due membri del gruppo di Rava Tribe: il trombonista Gianluca Petrella e, al piano Fender, Giovanni Guidi. Nel corso della serata è previsto un collegamento telefonico con Enrico Rava al quale il festival di Berchidda tributerà un premio alla carriera.
Nato nel 1984 per volontà di Paolo Fresu e Roberto Cipelli, il quintetto ha assunto quasi subito la sua fisionomia definitiva debuttando su disco, a cavallo fra il 1984 e il 1985, con “Ostinato” per la Splasc(h) Records (menzionato dalla rivista americana “Cadence” tra gli album più interessanti dell’anno), e consacrandosi come uno dei gruppi di punta del jazz italiano con il successivo “Inner Voices”, impreziosito dalla presenza del sassofonista americano Dave Liebman, nel 1986.
Gli esordi discografici si accompagnano a un’intensa attività concertistica ma anche didattica, in particolare ai Seminari Jazz di Nuoro: un’esperienza inaugurata dal quintetto nel 1989 e che ha visto i suoi membri “in cattedra” per venticinque edizioni dei corsi che si tengono ogni estate nel capoluogo barbaricino (e che oggi vedono Roberto Cipelli nel ruolo di coordinatore e direttore artistico che fu di Fresu).
Nel 1990 il quintetto vince il premio “Top jazz” della rivista specializzata “Musica jazz” come miglior gruppo del jazz italiano e per il miglior disco (“Live in Montpellier”). Il progetto “Concerto Piccolo – Suite in 7 appuntamenti per Grande Orchestra e piccolo gruppo” consacra i primi dieci anni di vita del quintetto attraverso le composizioni del gruppo rivisitate e arrangiate da Bruno Tommaso per orchestra d’archi e big band, presentato a Matera, Roccella Jonica e Berchidda in contemporanea con l’uscita di “Ensalada Mistica”, l’ottavo disco edito dalla Splasc(h) Records.
Spesso il gruppo si espande e diventa sestetto con il contributo di Gianluigi Trovesi (nel 1991 in occasione del disco “Ossi di Seppia” e tre anni dopo appunto in “Ensalada Mistica”), o del sassofonista belga Erwin Vann (col quale firma nel 1997 “Wanderlust” per la Bmg/Rca francese).Il disco “Night on the City”, inciso per la francese Owl vince il premio “Choc” per l’anno 1995 della rivista francese “Jazzman”, e fa guadagnare a Paolo Fresu i premi dell’Academie du Jazz di Parigi e il prestigioso “Django d’Or” come miglior musicista di jazz d’Europa.
Il quintetto ha tenuto concerti nelle più importanti città e Festival sia italiani che stranieri di ogni continente, registrando spesso per radio e televisioni internazionali. Diversi progetti l’hanno inoltre visto partecipare a esperienze multimediali tra jazz e altre arti (teatro, cinema, poesia e danza).
Quasi a festeggiare i vent’anni di attività, Fresu e soci firmano nel 2004 una serie di incisioni per la Blue Note, cadenzate sino al 2008. Per avvicinarsi invece al trentesimo compleanno, il quintetto ha firmato nel 2010 “Songlines/Night & Blue”, un doppio lavoro che ha fatto registrare un autentico record di vendite e un rinnovato interesse – specialmente internazionale – intorno al gruppo, mente è del marzo 2014 l’ultimo album, “¡30!”, che ne celebra fin dal titolo i sei lustri di attività.

Al termine dei concerti sul palco centrale la musica continua nel vicino spazio jazz club allestito davanti al Centro Culturale “Pietro Casu” con il Rent A Trio, composto da Matteo Cara (tastiere), Edoardo Meledina (basso) e Vito Cauli (batteria), più eventuali ospiti.

Altri appuntamenti in programma oggi

Accanto alla parte musicale anche la giornata di oggi propone altri momenti e appuntamenti. Lo spazio dedicato alle arti visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu ospita al Centro Laber (aperto fino al 15 agosto, dalle 16 alle 21) mostre di tre nomi illustri dell’arte contemporanea italiana, Franco Vaccari (a cura di Valerio Dehò), Paolo Gioli e Ugo Nespolo (a cura di Marco Senaldi), qui accomunati dall’utilizzo del mezzo espressivo della videoarte. I lavori in mostra spaziano dalle opere realizzate negli anni Sessanta fino a quelle più recenti.
Aperta fino al 15 agosto da mezzogiorno alle 21, negli spazi di Sa Casara, l’elegante edificio d’epoca che diventa nuova sede di Time in Jazz, ecco invece una mostra retrospettiva (in collaborazione con Franco Cosimo Panini Editore) con fotografie, manifesti, dischi, oggetti e documenti vari – dedicata alle trenta edizioni del festival. Una storia su cui getta uno sguardo anche la rassegna di documentari e testimonianze video curata come sempre dal regista Gianfranco Cabiddu, in visione anche oggi al cinema comunale Santa Croce a partire dalle 16: in programma “…E Venti”, il racconto dei primi vent’anni di Time in Jazz realizzato da Gianfranco Cabiddu e Ferdinando Vicentini Orgnani, e “Faber in Sardegna”, che rievoca lo stretto legame del cantautore Fabrizio De Andre’ con l’Isola, sempre a firma di Gianfranco Cabiddu.

Proseguono anche le iniziative di Green jazz, il progetto con cui Time in Jazz rinnova il suo impegno a favore dell’ambiente attraverso una serie di iniziative concrete e informative sui temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2. Tra queste rientra anche il contest fotografico “Jazzscape”, dedicato a paesaggio e musica e nato grazie alla collaborazione con Escursì, portale dedicato al turismo outdoor: le due migliori foto scattate ai concerti di Time in Jazz saranno premiate con un’escursione all’Asinara per due persone. Durante tutto il festival e fino al 17 agosto, è possibile inviare le foto ai canali social di Time in Jazz (facebook, twitter, instagram) con hashtag #EscursìinJazz e #Jazzscape.

Il regolamento dettagliato è disponibile sul sito www.timeinjazz.it.

Anticipazioni sul 15 agosto
La giornata di ferragosto a Time in Jazz si vive anche quest’anno, come da tradizione, con una serie di eventi nella campagna appena fuori Berchidda. Si comincia alle 9 con “Gufo Rosmarino”, con l’attore e regista Giancarlo Biffi che, accompagnato dalla violinista Sonia Peana, guiderà grandi e bambini in un racconto itinerante intorno alla chiesetta di San Michele, dove sarà possibile anche arrivare con una breve passeggiata condotta dalla guida escursionistica Corrado Conca, con partenza da Berchidda (partecipazione libera e gratuita; in collaborazione con la casa editrice Segnavia).

Qui la mattinata prevede alle 11 la conferenza “Trent’anni di festival: Time in Jazz, una scommessa vinta?”: un’occasione per celebrare questo importante traguardo del festival e per riflettere sul ruolo dell’evento culturale sul territorio con il suo direttore artistico e fondatore, Paolo Fresu, con il sindaco di Berchidda che tenne a battesimo il festival nel 1988, Angelo Crasta, con l’attuale primo cittadino, Andrea Nieddu, e con il presidente dell’ANCI Sardegna Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas, uno dei paesi che fanno parte del circuito di Time in Jazz.

A seguire, un’esibizione degli Huntertones, l’energica band statunitense a base di fiati che più tardi salirà sul palco centrale per la festa di Ferragosto, già protagonista della parate per le vie e le piazze a Berchidda nelle serate precedenti. Trasferimento, quindi, alla vicina chiesetta di Santa Caterina per il consueto pranzo a base di piatti tipici della cucina locale; poi, nel tardo pomeriggio (ore 18), un altro “classico” del ferragosto a Time in Jazz: la gara di poesia improvvisata in lingua sarda a cura di Paolo Pillonca, con i poeti Bruno Agus e Diego Porcu e l’accompagnamento del coro a tenore “Santa Sarbana” di Silanus.

Al rientro in paese, riflettori accesi alle 21.30 per l’ultima serata sul palco di . A salirvi per primo il trombettista francese (ma è nato in Svizzera, nel 1960) Erik Truffaz, un musicista che nell’arco di tre decenni di attività ha sempre sostenuto il superamento delle gerarchie e degli steccati tra i generi. Lo testimonia anche “Doni Doni”, l’album pubblicato l’anno scorso dalla stessa formazione attesa a Berchidda, con Benoit Corboz al piano, Marcello Giuliani al basso e Arthur Hnatek alla batteria: un disco ai confini tra jazz e pop strumentale, in equilibrio tra originalità e accessibilità, impreziosito qua a là dalle voci della cantante maliana Rokia Traoré e dal rapper Oxmo Puccino.

Poi, sgomberata la piazza dalle poltroncine e le transenne, e aperta al pubblico con ingresso gratuito, via alla consueta festa di Ferragosto che, come anticipato, quest’anno si affida agli Huntertones, ovvero Dan White al sax tenore, Chris Ott al trombone e beat box, Jon Lampley alla tromba e al susafono, Josh Hill alla chitarra elettrica, Adam Deascentis al basso e John Hubbell alla batteria. Fondata a Columbus in Ohio, e attualmente di base nel quartiere di Brooklyn a New York, questa formazione, propone il suo caratteristico sound in un repertorio di brani originali e arrangiamenti che fondono jazz, funk, soul, hip-hop, R&B e rock. Musica ma anche sorprese per festeggiare degnamente le trenta volte di Time in Jazz.

Il trentesimo festival Time in Jazz e organizzato dall’omonima associazione culturale con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio), della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri interessati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Unione Europea/progetto Caras, della Comunità Montana Monte Acuto, con la partecipazione e il sostegno di Unipol Gruppo, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Granarolo, Ferruccio Podda del Gruppo Granarolo, SIAE, Ford Italia S.p.A., Geasar, Agenzia Regionale Forestas, Fondazione Ferrovie Italiane, Trenitalia, RFI – Rete Ferroviaria Italiana, Assessorato Regionale dei Trasporti progetto I Luoghi del Jazz, Associazione i-Jazz, Fondazione Fabrizio De André, Ente Musicale di Nuoro, Festival Creuza de Mà, Le Cantine del jazz, Associazione Zerynthia, DECA Master – Università di Sassari, Libreria Koiné, Area Marina Protetta Tavolara, Sardaenergia, Starsolar, Coenergia, Edilana, Edizero, Edisughero, Edilcanapa, Escursì, Tanda&Spada, Sardo Sole, azienda agro biologica Giuseppe Brozzu, CPA Arborea, Società agricola MP Sardinia, Acqua San Martino, e col patrocinio dell’UNESCO.

L’ingresso, come al solito, è a pagamento soltanto per i concerti che si tengono nell’arena allestita nella a Berchidda; gratuito per tutti gli altri appuntamenti. Biglietti e abbonamenti si possono acquistare online sul circuito Vivaticket, nei punti vendita autorizzati. A Berchidda biglietteria aperta all’info point dalle 10 alle 19.30; botteghino in piazza del Popolo dalle 20 alla fine dei concerti.

Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e alla pagina facebook timeinjazz. La segreteria di Time in Jazz risponde al numero telefonico 079704731 e all’indirizzo di posta elettronica [email protected].

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